Alex Pramix – Stati d’Animo
Credevo di essere forte e invece non lo sono perché ho paura di affrontare il futuro e le sofferenze che ho sopportato non possono essere una giustificazione.
Credevo di essere forte e invece non lo sono perché ho paura di affrontare il futuro e le sofferenze che ho sopportato non possono essere una giustificazione.
La luna ti sorprenderà mentre piangi, mentre insistente la guardi, con occhi annebbiati e pensieri confusi. Mentre il cuore vola chissà dove o magari vorrebbe volare chissà dove ma resta li, ad aspettare chi possa accoglierlo tra le sue mani e prendersi cura di lui come si deve, come sempre hai sognato, ma mentre aspetti non dimenticare mai che la prima persona che deve prendersi cura di lui sei proprio tu.
Non c’è niente di più meraviglioso di due che si amano oltre le loro diversità fisiche. Anche se sembra impossibile è amore!
A parer mio, la vita è una di quelle cose che non si può scambiare con niente. Faremmo meglio a lasciar scorrere il tempo senza provare a fermarlo, a goderci quello che abbiamo senza desiderare altro, ad arrivare là dove altri si sono arresi. Perché poi, allo scadere del tempo, dobbiamo poter accogliere la morte come una vecchia amica; sorriso sulle labbra, gioia nel cuore.
Che cosa vuoi che ti dica, che sono stata male, che mi sono sentita persa? Vuoi sapere quante notti ho passato a piangere e a dannarmi l’anima? Oppure vuoi sapere quanto in cuor mio ti ho aspettato. Potrei dirti tutto quello che vuoi, perché per me non cambierebbe una virgola. È il mio passato, un passato superato ormai. Ricordati però che non cambierebbe una virgola nemmeno per te. Tu non saresti in grado di capire ciò che dico, non saresticapace di comprendere le mie parole, ne di immaginare i miei stati d’animo in quei momenti. Se parlassi riempirei solo il tuo ego di merda e te ne andresti senza aver capito niente di tutto ciò che avresti dovuto capire.
Ti trovi ad affrontare, reggere e camminare accanto al dolore, ad allargare le spalle per poter sorreggere un peso grande a volte troppo, e qui ti annulli per potere andare avanti, sapendo che avanti è una parola inutile.
Nel mio immaginario non c’è solo il compimento, c’è la tensione, lo spasmo, il prolungare, il confondere il piacere con una piccolissima punta raffinata di dolore, il rimandare, il fermarsi, il soffermarsi, l’imbarazzarsi, restare senza parole, restare preda. La mia voglia di dare, in realtà, è una forma di drastico egoismo, non è neppure, semplicemente, ricevere, ma è usurpare, rubare e depauperare. È un cavallo legato al giogo costretto a fare il giro, imbrigliato com’è, ma che s’incazza e s’imbizzarrisce e vuole scalciare. Tradurre ogni pensiero in parola mi è difficile; sono come il cavallo, con i paraocchi, non so dove me ne vado, vado perché mi sento tirare.