Count Jack – Stati d’Animo
Seduto su questa panca con l’ansia che bolle nel petto, le lancette volteggiano e danzano un tango funesto.
Seduto su questa panca con l’ansia che bolle nel petto, le lancette volteggiano e danzano un tango funesto.
Anche se fino ad oggi ci sembra di aver avuto solo pioggia e grigiore, pensiamo che su ogni albero c’è sempre una piccola gemma da cui nascerà un bellissimo fiore, così è la vita, c’è sempre una gemma nascosta, in qualsiasi momento una possibilità di rinascita. Ma dobbiamo darci una possibilità, creare le condizioni per fare sbocciare questa gemma, magari con un sorriso, cogliendo le opportunità e non perdendo mai la speranza, che non significa illudersi, ma trovare sempre la spinta vitale che mai deve morire.
Con il dolore mi sono fortificata, ripresa, a volte con fatica. Ma ha reso più intenso poi il momento della felicità, seppure di breve durata.
Solo l’amore lascia ciò che permane nel tempo; l’odio invece lascia solo macerie.
Credo che subire un torto sia paragonabile al morso di zanzara: la puntura arriva come un colpo basso, scorretto inaspettato e senza un motivo apparente. Ci risulta insopportabile, ma cerchiamo di non pensarci dicendoci che non ne vale la pena o c’è il rischio di farci del male gratuito. Alla fine però cediamo all’impulso e non riusciamo a smettere di rimuginarci sopra, come quando facciamo una croce sul pizzico e nonostante tutto iniziamo a grattarci con frenesia, e non ci fermiamo più, nemmeno se inizia ad uscire il sangue… certo, fa male… e tanto… tuttavia, ci sembra anche di sentirci meglio… come quando non vogliamo accettare l’evidenza e ci inventiamo una scusa, una spiegazione satura di bugie che ci fa sentire sollevati.
Io non faccio distinizioni o favoritismi: odio tutti allo stesso modo.
Di natura sono così, non riesco a cambiare, a tutti indistintamente so dare tanto affetto, amicizia, sorrisi, ma soprattutto tanti vaffanculo quando se li meritano!