Alexandre Cuissardes – Politica
Non siamo più soltanto santi poeti e navigatori, siamo diventati anche un popolo di salvatori della patria, soprattutto se per salvare la patria si intende il candidarsi in politica.
Non siamo più soltanto santi poeti e navigatori, siamo diventati anche un popolo di salvatori della patria, soprattutto se per salvare la patria si intende il candidarsi in politica.
Io non voto tu non voti egli vota, forse noi non votiamo voi non votate essi governano. Chissà come?
Gli amori nascono in piedi, camminando insieme. Si rafforzano con l’attrazione, il desiderio, gli odori del corpo, lo stare sdraiati, abbracciati in un letto. Gli amori muoiono stando seduti su un divano, davanti al televisore col telecomando in mano.
La democrazia è fragile, e a piantarci sopra troppe bandiere si sgretola.
Se l’Italia, nell’ambito dell’Unione Europea, vuole svolgere un ruolo da leader ha bisogno di uomini aperti al dialogo, capaci di imporre le proprie idee senza timori reverenziali. Alla vigilia dei voli interplanetari e interstellari, cambiare passo e abitudini, mandando in pensione i vecchi dinosauri con il loro calesse; recidere le vecchie abitudini fatte dei soliti espedienti e mezzucci, tipiche astuzie “all’italiana”. Essere in sintonia con i tempi moderni, altrimenti le batoste da parte di Bruxelles saranno inevitabili. Essere lupo o agnello sacrificale.
È difficile che il denaro vada dietro le sbarre… o non ci passi attraverso.
Ogni autorità è assolutamente degradante.