Alexandre Cuissardes – Politica
Per noi i politici oggi hanno il dovere di tacere. Loro invece si sentono il diritto di parlare.
Per noi i politici oggi hanno il dovere di tacere. Loro invece si sentono il diritto di parlare.
Ogni popolo ha il governo che si merita, qualche governo ha il popolo che si merita.
Se continuiamo ad attaccare chiunque salga al potere per i suoi conflitti di interesse nessuno andrà mai bene, forse anche un naufrago su un’isola deserta avrebbe qualche conflitto di interesse.
Lo stato moderno non ha più nient’altro che diritti: non riconosce più i doveri.
Quando Bossi parla di peronismo io credo che si riferisca alla birra Peroni che è l’unico peronismo che conosce.
Molte volte mi sono chiesta: “ma i politici hanno capito che se continuano a parlare criptato le persone non riusciranno mai ad avere fiducia in quello che dicono?”Mio figlio mi ha risposto: “Non li hanno programmati bene!”
Tre anni alla fine della legislatura. Tre anni “decisivi” per portare a termine la “rivoluzione liberale” che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e persino la vittoria su una malattia come il cancro. Silvio Berlusconi, dal palco di piazza San Giovanni.N.d.R.Queste parole han fatto capire che non solo in amore ed in guerra tutto può esser lecito.Anche in politica quando non si hanno argomentazioni, quando la credibilità può esser equiparata a quella di Babbo Natale, quando il politico ha perso anche l’ultimo ‘asino express’ della dignità, ecco far breccia l’ultimo insulto infame vomitato sulle canottiere dei lavoratori, sui seni delle madri che allattano, sugli occhi velati di tristezza di anziani che credono come bimbi.La vittoria sul cancro nei prossimi tre anni?Maledetto infame senza un briciolo d’onore, non è una partita del Milan, non promettere cose che non puoi promettere, che non conosci neanche giocando sulla pelle e sulla dignità di chi soffre… non puoi pezzo di stronzo, questo schifo se il destino avesse un disegno dovrebbe colorare i tuoi organi, la mente fuxia lo è già.Giuseppe Catalfamo.Genova.