Alexandre Cuissardes – Vita
Si dice “mostri sacri” perché ormai troppo spesso quelli che consideriamo sacri non sono che dei mostri.
Si dice “mostri sacri” perché ormai troppo spesso quelli che consideriamo sacri non sono che dei mostri.
Siamo un cammino infinito verso una meta che a volte non trova un fine.
Non pensare a quello che gli altri diranno di te, non è un tuo problema, nelle relazioni sii sempre te stesso, non nasconderti, non fingere, non mentire, per compiacere gli altri, ricorda devi innanzi tutto piacerti, non perdere mai la tua spontaneità.
Ogni giorno scriviamo pagine di vita piene di emozioni, sensazioni, sentimenti e lo facciamo su più di un libro per volta. Alcuni di questi, si concludono presto e li riponiamo nell’enorme libreria che è la nostra esistenza, senza più prenderli in mano. Altri invece, rimangono aperti, non riusciamo mai a metterli via. Sono libri dove ci ritroviamo a scrivere più volte, anche a distanza di tempo tra la stesura di un capitolo e l’altra… non li concludiamo mai. Forse perché non troviamo mai il finale giusto da dare, o forse perché un finale certe storie non lo hanno proprio.
Prendi la vita come fosse un grande spettacolo, dove il tuo compito è ballare, già sai che se inciampi e cadi c’e gente che riderà di te e dirà che non vali molto, ma c’è anche gente che si alzerà dalla sedia per tenderti la mano in modo che tu possa rialzarti.
Le storie più belle sono quelle che capitano per caso.
Spesso si crede che l’immortalità di una persona cara, sia nel ricordo, invece è ciò che fai per lei quando hai ancora la possibilità di creare questo ricordo. Questo accade perché spesso si banalizzano i momenti della vita e si drammatizza la morte.