Alexandre Cuissardes – Vita
Già si accettano male le sconfitte subite da chi è più forte, figurarsi quelle quasi quotidiane subite da chi è peggiore di noi.
Già si accettano male le sconfitte subite da chi è più forte, figurarsi quelle quasi quotidiane subite da chi è peggiore di noi.
Ricorda: ammettere i propri errori non è simbolo di debolezza, ma segno di grande forza perché solo i migliori sanno ammettere dove sbagliano cosa che i perdenti non sanno fare.
Per troppe persone ormai le belle notizie non esistono più, o sono cattive o sono semplicemente notizie che non le riguardano.
So dare il meglio di me, ma se cerco di riprendermelo indietro, mi restituiscono solo cenere!
Viviamo in uno strano mondo in cui la maggior parte delle persone ha bisogno di evadere da ciò che li contorna, nei più svariati modi, alcuni impensabili e paradossali. Qualcuno vorrebbe cambiare la propria vita, qualcun altro vorrebbe soltanto riprendersela altri ancora vivono vite appartenenti a chissà chi. Così non ci stupiamo di fronte ad un calvo che si dispera per aver perso il proprio pettine.
C’era una volta un ragazzino molto vivace ed impertinente, stava sempre in mezzo, voleva avere ragione, ma non combinava niente, anche se glielo dicevano in faccia che non lo volevano tra i piedi, se ne fregava, anzi metteva bocca su tutto anche se il suo parere non era richiesto. Era così a suo agio nello stare inutilmente in mezzo che decise di trovare qualche amico da coinvolgere nel gioco e quindi fondò un partito, con lui nel mezzo, naturalmente. Nome e partito penso li conoscano tutti, purtroppo. Non li nomino per pudore.
Una mela al giorno toglie il medico di torno, ma neanche un morto al giorno toglie i politici di torno.