Ambrose Gwinnett Bierce – Religione
Il santo è un peccatore morto, riveduto e corretto.
Il santo è un peccatore morto, riveduto e corretto.
La religione non è, né può essere, l’identità omnicomprensiva di un individuo.
Chi ci guarda con gli occhi di Dio scoprirà la nostra realtà nuda essenziale.
Gesù si rivolge a noi, si fa “incontro” per noi, chiedendoci una cosa sola non “cosa hai fatto?”, ma “mi ami?”.
Ma se i morti sono in Paradiso, perché portare i fiori al cimitero?E se malauguratamente fossero all’inferno perché illuminarli con futili lumi di cera? Potrebbero forse guardarci indignati?Se l’anima vive ed è invisibile non sarebbe meglio rimembrarli col pensiero anch’esso invisibile e intoccabile?E se l’anima sopravvive alla morte perché li chiamiamo defunti?
Il fondamento della critica irreligiosa è: l’uomo fa la religione, la religione non fa l’uomo.
Dio ama chiamarci “pecorelle” come una madre chiama suo figlio con i nomi più intimi.