Anaïs Nin – Felicità
L’essere normale raggiunge la felicità e crede in essa, vi si aggrappa finchè non va davvero in pezzi, ma un essere anormale raggiunge solo una relativa felicità che è in continua fluttuazione.
L’essere normale raggiunge la felicità e crede in essa, vi si aggrappa finchè non va davvero in pezzi, ma un essere anormale raggiunge solo una relativa felicità che è in continua fluttuazione.
La felicità è l’assenza di un senso.
La felicità dovrebbe essere l’unica condizione della vita; dove la felicità è caduta, l’esistenza rimane un folle esperimento di lamenti.
Ogni tanto bisogna anche saper sorridere. La vita e’anche questa.
Chi cerca la felicità nel virtuale, non trova che fumo ed alienazione dei sensi. La felicità si deve toccare, ascoltare, odorare, gustare e vedere, per essere vera, non può mai essere un surrogato, perché il surrogato non soddisfa, non riempie, crea soltanto illusioni.
No, no! Io sono felice, strafelice! Sai perché? Perché non me ne frega niente di quello che pensano di me. Perché non ho bisogno di essere al centro dell’attenzione. Perché ho il sorriso stampato in faccia e inciso dentro l’anima.
Se ti avrò per sempre accanto a me la felicità non finirà mai. La gioia saremo noi.