Andrea De Candia – Libri
Lo scrittore non deve mai scusarsi se usa con ripetuta insistenza alcune parole al posto di altre. Sai, i termini sono come le persone ed è normale che ad alcuni ci si è affezionati più che ad altri.
Lo scrittore non deve mai scusarsi se usa con ripetuta insistenza alcune parole al posto di altre. Sai, i termini sono come le persone ed è normale che ad alcuni ci si è affezionati più che ad altri.
– “Mi manchi” sussurrai.- “Lo so, Bella. Credimi, lo so. È come se ti fossi portata via metà di me stesso”- “E allora vieni a riprendertela”- “Presto, il più presto possibile. Prima ti salverò”- “Ti amo”.
Si baciarono e le loro labbra si unirono nel timore e non nell’amore, in quel loro primo bacio. Era il timore che non fosse vero niente, che fosse la disperazione a pronunciare il nome della tenerezza, che fosse la solitudine a dare una voce diversa alle parole, che niente fosse come sembrava.
È stupido cercare di spiegare (e tuttavia non riesco a smettere), ma è sempre così per me. In qualche punto, molto vicino, si accumula qualcosa – o qualcuno – che implora di esplodere, soffocherà non trovando uno sfogo e, anche se non mi è assolutamente chiaro cosa – o chi – sia, capisco perfettamente il suo bisogno di erompere, sento chiaramente il suo grido soffocato.
Aveva imparato a rispettare il baratro che lui aveva scavato tutto intorno a se… anni prima aveva provato a saltarlo quel baratro e ci era cascato dentro… ora si accontentava di sedersi sul ciglio con le gambe a penzoloni nel vuoto!
Pensavi alla pioggia di notte e ad un ombrello rosso. Pensavi a due occhi di cielo e a come un destino benevolo te l’avesse improvvisamente donata su un dorato vassoio. A volte la vita ci riserva sorprese bellissime e inaspettate, regali inconsapevolmente ricevuti che nemmeno meritiamo.”Sei tutto ciò di cui ho bisogno.”Sorrideva. Col dito ti sfiorava la fronte, ti toccava come un oggetto raro e prezioso.”Tu sei la risposta al perché del mio essere donna.”
Forse, in fondo, non era il destino. Forse c’erano molte cose insensate ed era soltanto questione di aprire gli occhi per coglierle.