Andrea De Candia – Religione
Non amo il divino nella sua assolutezza, non vi trovo alcun fascino, nessuna macchia, nessuna meravigliosa scissione: mi appassiona piuttosto il divino che si cela dentro il più fragile umano.
Non amo il divino nella sua assolutezza, non vi trovo alcun fascino, nessuna macchia, nessuna meravigliosa scissione: mi appassiona piuttosto il divino che si cela dentro il più fragile umano.
Immensurabile è, ben sappiamo, l’Altissimo, eppure un cuore umano tutto lo può contenere.
Quelli che sembravano i più diversi erano soltanto quelli che non avevano paura di mostrare il proprio essere, perché – alla fine – si è diversi, ma nella stessa misura.
Dio dovrà triplicare il suo gesto, ma a chi si adopererà per rendergli la vita meno pesante, realizzerà ciò che desidera.
Le religioni portano l’uomo dal mondo reale in una dimensione irreale dove sarebbero domiciliati tutti gli dei, le anime dei defunti e anche Biancaneve, Pinocchio e i sette nani.
È almeno certo, tanto quanto una dimostrazione in geometria, che Dio è o esiste.
L’uomo potrebbe essere “l’anello finale” di una catena evolutiva di origine animale. Quindi Adamo ed Eva potrebbero essere stati, invece che i perfetti individui che immaginiamo, due scimmie di una particolare specie. Questa ipotesi non toglierebbe nulla alla veridicità né delle teorie di Darwin e né di quanto sostenuto nella Bibbia.