Andrea De Candia – Televisione
La televisione è quel luogo in cui ci si spoglia della propria pelle per indossare frivolezze.
La televisione è quel luogo in cui ci si spoglia della propria pelle per indossare frivolezze.
La televisione è un apparecchio che ha trasformato la cerchia famigliare in un semicerchio.
Ci diciamo sempre che bisogna trattare tutti allo stesso modo e spesso, troppo spesso, finiamo per trattare qualcuno in modo diverso da tutti gli altri.
È il simbolo vivente del giornalismo televisivo. Il volto più noto dell’informazione alla Rai, dove del resto ha lavorato per 42 anni. Poi il diktat bulgaro, addì 18 aprile 2002, prontamente eseguito dall’apposito Agostino Saccà. Da allora Il Fatto, che da otto anni accompagnava gli italiani dopo il Tg1, il programma più visto della tv, che raccoglieva ogni sera quasi un terzo del pubblico, è scomparso. E, con esso, il suo conduttore. Ultima puntata, il 31 maggio 2002.
Quando scrivo, carezzo l’idea di schiaffeggiarmi dolcemente.
Se mi conoscete leggendomi attraverso la carta e pensate che essa sia frutto del sacrificio di un albero, ben comprenderete come un bene possa avere le sue radici in un male.
Poesia è metasentimento.