Andrea Ricotti – Tristezza
Mi sento così a terra che ormai anche la mia ombra ha cominciato a calpestarmi senza nemmeno un briciolo di pietà.
Mi sento così a terra che ormai anche la mia ombra ha cominciato a calpestarmi senza nemmeno un briciolo di pietà.
Dovrei studiare… perchè sempre dovere e mai piacere?
Prenditi il tempo per riprendere il tempo che fugge via…Tu non devi essere per forza forte, non devi essere per forza grande, non devi essere per forza alto per arrivare ovunque, non devi essere per forza sorridente, non devi stare per forza qui perché l’importante è che tu possa stare come ti viene, quello che hai dentro deve uscire per non sentirlo più!
Non esiste nostalgia più grande di ciò che non è mai accaduto.
E poi vi sono quei momenti eterni di quando cadi nell’abisso della tua anima, sprofondando in un vortice di dolore e solitudine.
Non finisce l’amore solo con un addio. Bisogna tener presente che l’essere assente non annulla il ricordo.
Occhi nella notte che sperano nella quiete di trovare un appiglio, stringo i pugni perché il sereno della vita non è per me. Spilli pungenti di dolore è la notte che s’insinua tra le pieghe della mente che s’arroventa al lume di una candela, trovando l’ultima rima ad un’agghiacciante poesia. Mani fredde non scaldano la penna, mentre le luce della notte spengono i rumori e finalmente riposano anche le foglie che nel vento danzavano riflesse come cristalli su vetri frantumati. Vorrei annodare i fili dispersi della vita, mi perdo invece nelle paure per cercare me stesso. Vive in me una poesia che mi divora a tradimento, impossessandosi del passato; e mentre inseguo desideri assenti sprofondo nel pozzo della notte che m’inghiotte, chiudo la porta alla luce che il mondo ha lasciato accesa per me.