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Angela Cicolari – Scienza e tecnologia

Questa è solo la scellerata cecità di un Padre verso i suoi figli, invidiando quello che non possono avere, né essere. La mattanza per costruire i suoi eletti, credendo di dare loro l’eternità e l’autorità degli dèi, nutrendoli dell’energia ottenuta con un sacrificio, sta aggiungendo un altro fuoco all’altra estremità della candela, non ad una persona, ma a tutto l’universo e alle dimensioni ad esso collegate. La fine è il nulla eterno, raggiunto per il desiderio di conquista e sottomissione. Alla morte e all’estinzione si deve forse ubbidire? Consumano le stelle, ingoiate dal potere celeste che tutto vuole per sé, incapace di tornare sui suoi passi, macellando, odiando e invidiando per sottomettere la materia e la natura della materia, o forse la natura dell’anima, condannando la vita alla fine senza ritorno, consumata nella bramosia di eterno. Non è disobbedienza, cattiveria, o vanità, nemmeno frutto dell’immaginazione, la scienza non è un’opera, è invece il modo di vedere più obiettivo che esista, non ha recriminazioni, non vuole ottenere niente né trasformarsi in qualcos’altro, mette ogni cosa nella giusta prospettiva, se si vuole vedere più lontano del proprio naso.

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    Quella che l’Onnipotente vede come invidia per la sua “vittoria”, e per il suo Universo, la bellezza che ha giudicato come male e vanità, tolta per farne luce, spirito con il quale veste i suoi, è solo una riflessione della realtà oggettiva dei dati di fatto. La sua penetrazione cerca di avvelenare la grazia, la bellezza, l’intelligenza perché vuole aggiungerle ai suoi figli e angeli, riempiendone il Regno. Ma il Male vero ha sempre conseguenze fisiche e matematiche, e l’osservazione oggettiva e scientifica non tiene conto del torto, ma della follia che si segue con questa luce impropria. Non ha cuore lo studio dell’equazione delle conseguenze, per fortuna. Succhiare lo spirito da un Essere, anche una conoscenza, è come un vestito che copre le nudità dello spirito, si nota la grandezza di questa conoscenza, ma non si riesce a seguirne la saggezza, diventa ipocrisia e ostilità. Da chi lo si toglie non resta nudo, perché questo spirito era l’essenza dell’Essere, non l’avere, troppo grande, anzi immane, per un universo basato sull’avere. Quindi già estinto, perché Dio, e gli angeli e gli dèi o i santi che vogliono assumere questo Bene immane per abbellirsi, non fanno altro che modificare all’inverso la loro natura, diventando altro, segnando il loro destino di morte. Questa luce duplicata, quindi, diventa la malattia del Sistema, la ruota di carro perde il suo equilibrio e stabilità. Nell’insieme nessun programma si salva o ne è immune, perché tutto è replicato nella vastità al suo interno, nell’interezza. I desideri che cercano di invertire la strada naturale, si scontrano con la stessa natura che crolla e si inquina. Questo non era nei piani dell’Onnipotente, tutte le sue speranze e trame cadono nel nulla della perdita del raddoppio, dell’avidità con cui si prende la grandezza che invidia, che giudica immeritata e disonesta se non è sua o dei suoi figli. Osservazioni oggettive, queste, quindi senza invidia e desiderio di vendetta. Non posso fare altro che seguire i piani di Dio essendo ormai al suo interno, anche cercando una ribellione che è stata ormai sconfitta nel suo nascere, e Dio stesso vedrà alla fine che il Bene odiato e divorato sarebbe stata la sua unica speranza di sopravvivenza e di ripristinare un sistema adesso perennemente dissipato, convertito e allo sbando fisico.