Anna De Santis – Dillo in sei parole
Penso di aver dato già troppo.
Penso di aver dato già troppo.
Io scrivo poesie. Loro scrivono me.
Certo che noi donne riusciamo a fare tante di quelle cose in contemporanea che a volte ci meravigliamo delle nostre molteplici capacità, siamo piovre con cento mani, cento occhi e tutti i sensi in funzione, e voi uomini che dovete far funzionare solo una cosa a volte non riuscite: la testa, che avete capito, la testa. Ecco come al solito giustamente avete dirottato i neuroni.
Mai troppo tardi per capire che esisti anche tu.
Il cuore percorre chilometri in secondi.
Non discuto che il libro di Saviano, sia una denuncia, una veritiera descrizione, ma non preferisco leggere di queste cose, per noi tutti è un ulteriore vergogna, non essere riusciti a debellare questa piaga che non avrà mai fine. Bisogna dire che purtroppo sempre più cresce la schiera dei disoccupati, e se non si risolve in maniera definitiva questo impellente prolema, non ci sarà mai fine alla camorra, alla mafia, che assolda proprio persone che più non riescono a trovare lavoro, alcune volte costrette, e non hanno scelta, hanno anche loro la famiglia i figli da mandare avanti, non lo dimentichiamo, e allora piuttosto che gridare al lupo al lupo, dobbiamo cercare di risolvere questo primario ed unico, prolema in maniera definitiva, a nessuno piace vivere pericolosamente, basta scrivere di queste cose, è una dolorosa piaga, che forse non ha tutti conviene curare, parlo degli infiltrati anche nella politica, che in questo torbido, ci quadagnano, e allora visto che queste cose le sappiamo tutti, perché stiamo zitti ed aspettiamo che un certo Saviano ce le faccia leggere.
L’infame non ha nessun colore.