Anna Maria D’Alò – Abitudine
Quando l’uomo finisce di stupirsi, la sua vita è diventata abitudine.
Quando l’uomo finisce di stupirsi, la sua vita è diventata abitudine.
La televisione è un eccellente mezzo per rimbambire, non per niente ha molte trasmissioni di ripasso estivo che ci rimettono i pantaloncini corti, negandoci però il gusto delle caramelle di allora.
L’immaginazione è l’occhio dell’anima.
Quel mostro, l’abitudine, che divora ogni sentimento il quale ci metta in guardia contro i malanni che s’annidano nell’abitudine stessa, si dimostra purtuttavia un angelo in questo, che riveste d’una livrea assai facile ad indossarsi anche la pratica delle azioni buone e belle.
I costumi e le convinzioni cambiano; la gente rispettabile è l’ultima a saperlo, o ad ammettere il cambiamento; alcuni si potrebbero offendere specchiandosi nello specchio dell’arte.
I lavoratori aspettano l’alba per incamminarsi al lavoro, altri l’oscurità.
Un’azione, come pregare o fare l’elemosina, smette di essere bella quando diventa un’abitudine.