Anna Maria D’Alò – Angelo
Anche un angelo può soffrire se gli spezzi le ali.
Anche un angelo può soffrire se gli spezzi le ali.
Un pensiero a chi col corpo non mi è più accanto, a chi ha fatto parte della mia vita, e ancora ne fa parte, a chi mi ha lasciato un segno indelebile nel cuore, a chi mi è stato accanto negli anni… e un pensiero a tutti coloro che prematuramente mi hanno lasciata, a chi aveva progetti, sogni da realizzare, ma che non ha avuto più tempo… un pensiero agli angeli della mia vita, che rimarranno per sempre con me.
Mi è apparso l’angelo custode e mi ha ammonito dicendo: “Sii più buono con te stesso, e meno buono coi malvagi”.
Fatemi, fatemi sentire gli angeli, gli angeli che suonano e poi spiegatemi cosa vuol dire vivere, se poi bisogna piangere, ditemi che cosa devo fare per stare sopra a una nuvola e per farmi ascoltare, ascoltare, ascoltare!
Chiederò all’angelo “custode” se c’è posta per me… dal paradiso.
Un angelo che si taglia le ali è pur sempre un uomo che sogna di volare.
Grande è la potenza che gli fu conferita da Ilùvatar, ed egli era coevo di Manwë. Era dotato dei poteri e della conoscenza di tutti gli altri Valar, ma li volgeva a perfidi scopi, e sperperava la propria forza in atti di violenza e tirannide. Chè bramava Arda e tutto quanto vi si trovava, agognando al trono di Manwë e al dominio sui reami dei suoi pari. Dallo splendore decadde, a causa dell’arroganza, al disprezzo per tutte le cose, salvo se stesso, spirito funesto e impietoso. La comprensione egli la trasformava in sottigliezza, onde pervenire e sottomettere alla propria volontà quanto gli servisse, fino a diventare mentitore svergognato. […]Ma non era solo. Molti dei Maiar, infatti, vennero attratti dal suo splendore nei giorni della sua grandezza, e gli rimasero fedeli anche nella sua tenebra; e gli altri li corruppe in seguito, asservendoseli con menzogne e perfidi doni.