Anna Maria D’Alò – Arte
L’Arte è la danza del mare della fantasia con l’anima dell’artista.
L’Arte è la danza del mare della fantasia con l’anima dell’artista.
Il nulla e il tutto sono l’infinito!
Il canto per me ha sempre rappresentato il mezzo migliore di espressione artistica, perché è così spontaneo. E dopo aver cantato, penso al violino. Finché non potrò cantare, dipingerò.
La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall’inquietudine, tende alla serenità.
Non tutto quello che scrivo, che scrivono le persone qui sopra è parte di sé. Non sempre ascoltando una canzone o leggendo un libro entri nella vita di uno scrittore o di un cantante. Eppure siamo convinti di questo, quando invece è bello guardarsi attorno, immedesimarsi in una storia qualunque, raccontarla.
Non arrenderti mai! Spesso l’ultima chiave è quella che apre le porte che non sei riuscito ad aprire con tutte le altre.
“Che funzione possiede l’artista per una società? Non certo quella di far beare qualche ricco chic con quadri (nel caso dell’arte figurativa) riducendo il ruolo dell’artista ad un semplice esecutore estetico. Secondo Jung l’artista, considerato spesso un disadattato se non riesce a farsi riconoscere in uno status sociale più” alto “, è un regolatore della società, specialmente per società malate. Infatti per lo psichiatra svizzero, oltre a psicologie individuali malate, esistono psicologie di massa malate dove intere nazioni gravate dal conformismo richiedono, ne hanno bisogno, dei disadattati maggiormente collegati all’inconscio collettivo. Tale inconscio è comune a tutte le persone ma, in certe circostanza, riconoscibile solamente da questa tipologia di persone meno conformabili e maggiormente ricche di immagini primordiali. Quindi, il paradosso di tutto ciò, è che i malati, gli inadatti, alla società sono in realtà coloro forse i più sani e utili a ristabilire un contatto spirituale all’intera società”