Anna Maria D’Alò – Figli e bambini
Se vuoi che tuo figlio segua i tuoi passi, impara prima tu a camminare.
Se vuoi che tuo figlio segua i tuoi passi, impara prima tu a camminare.
Un figlio è come un fiore che sboccia…è un’alba in una fresca mattinata di primavera.È un tramonto caldo di mezza estate…è un dono di Dioè la nostra vita che continua in lui.
Ex marito, no ex papà.
Ci sono amori che durano il tempo di una candela che si consuma lentamente, lasciano del loro passaggio il fumo che svanisce nel ricordo di un bacio.
Anche io sono stufa, stufa, stufa di essere sempre sola, stufa che mi parli come se fossi la figlia della portinaia. Vorrei che mi guardasse come le altre madri guardano i propri figli, vorrei che la sera rimanesse accanto al mio letto per parlare prima di spegnere la luce, senza avere l’impressione che si posizioni come se seguisse un copione e avesse imparato le battute a memoria.Non voglio parlarle perché non ascolta, perché ha sempre l’aria di pensare ad altro, di essere persa nel suo mondo.Non voglio parlarle perché non sa più chi sono, perché sembra sempre domandarsi che cosa la leghi a me, quale sia il nostro rapporto.
Fu come essere colpito da un fulmine, che diede vita al mio cuore, quando scoprii che in questa vita non ero solo, c’eri tu, figlio mio. E fu l’inizio dei giorni più belli della mia vita.
Alla nascita, la tua vita è una tela bianca su cui la tua mano inizierà a disegnare il suo cammino e a dipingere con i colori dell’anima.