Anna Maria D’Alò – Filosofia
Il mistero è l’inafferrabile attuarsi dell’inconsueto.
Il mistero è l’inafferrabile attuarsi dell’inconsueto.
L’invisibile è visibile agli occhi di chi ama, l’essenziale è visibile agli occhi di chi cerca.
Creare teorie sulla realtà, in generale razionalizzarla non significa altro se non creare degli insiemi che raggruppano i vari oggetti tra loro, e trovare le connessioni possibili tra questi insiemi.Questo non aggiunge nulla a ciò che già si sa, può solo aiutare a vedere cose che prima non si vedevano, aiuta solo a distinguere gli oggetti, classificarli, e vederne le interconnessioni, ma non avvicina neanche un po’ alla soluzione delle grandi domande.Prima ci si chiedeva come mai le mele cadessero dagli alberi, oggi ci si chiede come mai esistono le particelle e come mai queste abbiano massa.La domanda si è solo spostata.E allora come mai continuiamo in un processo che non porta alla soluzione delle domande, ma porta unicamente a creare categorie, e notare cose che prima non si notavano?Perché ci piace tenere la mente occupata, e ci fa paura non pensare.Il ragionamento in se non porta a nulla.E allora perché io propongo e continuo questo ragionamento?Perché la coerenza non è umana.
La gioia più bella è quella condivisa.
Voglio scrivere una lettera che sceglie da chi andare, dentro c’è scritto “ti parlo di pace”.
Trovare risposte nella filosofia è un po’ come trovare la carta igienica nei bagni delle scuole pubbliche: impossibile. Le domande, invece, sono onnipresenti, tipo le gomme da masticare spiaccicate sul marciapiede.
La vita è un insieme di attimi che si volatilizzano oltre gli specchi del nostro cammino, resta a noi cogliere l’attimo al volo e viverlo intensamente.