Anna Maria D’Alò – Filosofia
Tra la vita e la morte non c’è separazione, ma solo trasformazione nella continuità di essere.
Tra la vita e la morte non c’è separazione, ma solo trasformazione nella continuità di essere.
Nulla è buono o malvagio in sé, è il pensiero che lo rende tale.
La voce di un silenzio, la sente solo l’anima.
Il bello della vita è nel mutare degli eventi. L’inatteso è sempre più interessante dello scontato.
La felicità, la gioia e l’allegria sono molto più insensibili in confronto alla tristezza, al dolore e alla sofferenza.Tendiamo a sentire più l’agonia dei secondi in confronto al benessere dei primi; come se quest’ultimi fossero tenue nebbia al mattino che si dissolvono in pochi attimi.La felicità, la gioia e l’allegria sono come tratteggiati sulla sabbia mentre la tristezza, il dolore e la sofferenza vengono scolpite nella roccia. Tendiamo ricordare più i secondi che i primi; come se per quest’ultimi soffrissimo d’una sorta d’amnesia, slavate via dalla sabbia al passaggio della schiuma, dalle onde del tempo e dal continuo suo peregrinare. Mentre i secondi son come sassi lanciati al cuore e si depongono sull’anima appesantendola ogniqualvolta il loro ricordo torna a farci visita, visita poco gradita.
I fiori ci rammentano sempre che si può rinascere dopo l’inverno.
Il dotto, l’uomo di scienza medio, rispetto a un genio, e cioè a una creatura che o genera o partorisce, nel più ampio senso di ambedue i termini, ha sempre qualcosa della vecchia zitella: come questa infatti non se ne intende di questi due preziosissimi doveri dell’essere umano.