Anna Maria D’Alò – Stati d’Animo
Non è il tempo a segnare il tuo passaggio, ma è il tuo passaggio a segnare il tuo tempo.
Non è il tempo a segnare il tuo passaggio, ma è il tuo passaggio a segnare il tuo tempo.
Perché quando qualcuno che amiamo ci viene strappato via non c’è mai una giustificazione che sia abbastanza degna, mai! Impossibile credere che possa esser “giusto” che alcuni se e vadano così, innocentemente e senza diritto di dire “no”.
La gioia suprema di essere padre è intesa veramente da pochi uomini; la maternità invece, da tutte le donne, anche le più depravate.
A volte vorremmo che la nostra vita prendesse tutt’altra piega, una diversa direzione, ma finiamo col trovarci, invece, nuovamente al punto di partenza. Nonostante tutto l’impegno e i buoni propositi, non succede niente, ancora una volta, e finiamo col sentirci ancora più stupidi, insoddisfatti, fuori luogo e demoralizzati di prima. Ci chiediamo in cosa sbagliamo, senza, però, riuscire a darci una risposta valida. È come trovarsi in mezzo al mare, su una barca, improvvisamente spaesati quando si rompe la bussola; in un caso simile, l’unica cosa da fare rimane alzare la testa, farsi toccare dal vento, guardare le stelle, e magari una direzione la si trova.
A volte la verità la serri in te, perché temi di non essere compreso.
Arriva il giorno che capisci che la famiglia che fa un posto, e non un posto a fare un famiglia! Chi lo può dire la famiglia in questi tempi e fatta di persone con il quale, prima di conoscerli per noi sarebbero stati solo dei estranei poi arriva i momento che li conosci e nasce subito un rapporto che ti fa capire che persona stai incontrando, e se voi che faccia parte della tua vita sta solo a te decidere! Se questa persona può prendersi un pezzo di te, e un ricordo di tutti i tuoi pregi e tutti i tuoi difetti!
Il cuore non è cieco, ma ha quel bizzarro vezzo di voler vedere solo ciò che lo appaga. Poco importa se questo sia autentico o illusorio, nel momento contingente ciò che conta è sfamarsi. Quando poi arriva la sofferenza, perché arriva, allora si è obbligati a fare i conti non con la propria cecità, ma con quella “stupidità sentimentale” che ha distolto il nostro sguardo dalla verità che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi.