Annamaria Crugliano – Tristezza
Un attimo di voce si distacca da me ed io che non ho sempre più, non so dire nulla a parte “lacrime”.E poi comunque, sempre tutto ricade da qualche parte. Parole in altre parole, così come parole in lacrime.
Un attimo di voce si distacca da me ed io che non ho sempre più, non so dire nulla a parte “lacrime”.E poi comunque, sempre tutto ricade da qualche parte. Parole in altre parole, così come parole in lacrime.
Ci sono momenti in cui anche il presente fa male e guardare avanti o indietro non fa nessuna differenza.
Il cuore è come un bicchiere vuoto che si riempie e svuota per bere, l’attesa lo strazia, perché quando uno ha sete d’amore e si ritrova davanti un bicchiere non si può non desiderare di fare una cosa che viene così naturale come bere cioè soddisfare quel bisogno di amare.Soprattutto se il bicchiere ci sembra così adatto pulito a contenere quella cosa semplice eppure straordinaria perché priva di forma, che ci fa vivere: l’amore.
Guardo le mie mani e sono maledettamente vuote. Quello che avrei voluto afferrare se n’è andato e il resto è scivolato via.
Talmente sensibile da desiderare di piangere, ma non abbastanza da essere in grado di farlo veramente.
Il paradosso dell’ipocrisia non smette mai di stupire e di indignare.
Vorrei affogare i cattivi pensieri ogni volta che tornano, ma loro riaffiorano dal mare della tristezza e continuano a vivere in ogni angolo della mia vita.