Annamaria Signorile – Vita
I ricordi non sono la fine della fine.
I ricordi non sono la fine della fine.
Io sono la classica persona che vuole essere capita al volo. Non ti do conferme, non ripeto le cose; mi aspetto che sia tu ad ascoltarmi. Non ti dico mai si, perché quando è si sono presente vicino a te. Non ti sorrido se dici una cosa bella, ti bacio. Non ti dico di abbracciarmi, ma mi aspetto che sia tu a farlo dopo aver guardato i miei occhi timidi. Non ti dico di voler far pace, mi aspetto che tu vieni e mi butti addosso un cuscino o mi stuzzichi in faccia per farmi ridere. Sopratutto non pretendo di dirci sempre “ti amo”, ma mi aspetto te dietro la porta di casa, con una rosa, due patatine e l’amore sotto le lenzuola che portano il nostro profumo.
Domani è un altro giorno. Questo è il problema.
La solitudine è guardarsi allo specchio e non riconoscere nessuno.
Forse la vita non ci aiuta, anzi troppe volte ci rema contro. Però ho imparato che se hai tenacia, forza e non ti arrendi. Se continui a lottare e a provarci, qualcosa deve pur accadere. Ora so che tutto questo non è soltanto un pensiero ma la pura verità, perché finalmente ce l’ho fatta.
Tra il ieri e l’oggi è meglio oggi ma viviamo dei pezzetti di ieri. Quelli indelebili che non svaniranno mai.
Più di una volta io sono stato ebbro, le mie passioni non sono lontane dal delirio, e di queste due cose io non mi pento perché ho imparato a capire che tutti gli uomini straordinari che hanno compiuto qualcosa di grande, e che pareva impossibile, sono stati in ogni tempo ritenuti ebbri o pazzi. Ma, anche nella vita comune è insopportabile sentir dire, ogni volta che qualcuno sta per compiere un’azione libera, nobile, inattesa: “Quell’uomo è ubriaco, è pazzo!”.Vergognatevi, uomini sobri e savi!