Anonimo – Luoghi comuni
I giapponesi li fanno con lo stampino.
I giapponesi li fanno con lo stampino.
E quando tu torni sconvolgi i mari, gli oceani, i venti. Le stelle tornano a brillare anche solo per un attimo impercettibile. Brilla la luce spenta, ad intermittenza, dalle tue mancanze e presenze discontinue. Ci sforziamo di vivere uno senza l’altro. Riuscendo ad essere felici. Ma tutto il resto è destinato a fallire se io e te siamo destinati l’uno all’altro. Ci colpiamo e le ferite non ci chiudono mai, leccandole nell’intento di disinfettarle da noi stessi. Ci evitiamo perché è più facile che venire travolti l’uno dall’altro. Quella potenza che ci ha resi unici, dipendenti. Come una droga. Facile iniziare, difficile da smettere. Impossibile dimenticare.
Guardarti negli occhi, volerti nel cuore.
Un uccellino nel nido è… un tenero batuffolo di penne e piume.
Era felice e ha rinunciato a quella felicità perché forse un po’ si vergognava, perché un po’ voleva fare il duro. E niente, mi sa che i maschi questa cosa qui ce l’hanno un po’ nel dna, questa cosa di rinunciare alle cose migliori solo per far vedere al mondo chi sono.
Attraversare un fiume che sta trasportando un gatto porta sfortuna.
Visto che non riesco a dimenticarti, inizierò a pensarti così tanto che prima o poi mi stancherò.