Anonimo – Luoghi comuni
Lo stadio è una valvola di sfogo.
Lo stadio è una valvola di sfogo.
Un soldato rientrato dalla guerra, è pur sempre un soldato.
Quando l’immobilità mangia ogni briciolo movimentato che la rondine che è in te cerca inesorabilmente per volare ancora, sempre più in alto, sempre più in basso; quando l’immobilità mette spalle al muro, raso terra il tuo trillare allegro e svolazzante, il tuo cantare dolce di onde e vita passante; quando l’immobilità avvelena il tuo becco portatore di rugiada, ricorri nell’antidoto: la speranza.
Se fossi un gigante ti porterei sulle mie spalle, se fossi un’aquila ti porterei sulle mie ali, ma sono solo una donna e ti porto nel mio cuore.
Ammira l’alba, il sole, lucente di colore floreale, sale arrampicandosi da dietro la collina, arriva in cielo e si appresta al quotidiano lavoro, colorando di un arcobaleno di luce l’ancora cupo cielo, ma che tra poco orgoglioso metterà in mostra tutta la sua bellezza e brillantezza, donando calore, luce e felicità agli abitanti del pianeta che stupefatti lo contemplano con occhi trasparenti.
Il tuo equilibrio è un posto dove passi e te ne vai.
Con il contagocce si prendono le medicine, se tu ci tieni a me mi devi…