Anonimo – Morte
Morto io, morto il mondo.
Morto io, morto il mondo.
Anni 80 anni domini. Giocavamo nei cortili fra le lamentele dei condomini. Alle nostra urla erano ostili saranno contenti da ora in eterno, coi bimbi in casa davanti ad uno schermò.
Morire? Che mi importa: quello che dovevo fare l’ho fatto e nonostante tutto.
Quando un ragazzo ti stringe forte forte e ti guarda con gli occhi lucidi amalo, perché ti ama veramente ed ha tanta paura di perderti.
Avremo bisogno di un nuovo Mosè che ci guidi fuori dalle storture del mondo, avremo bisogno di credere in un qualcosa di mistico, che ci dia pace e serenità. Tanti, troppi valori si sono persi, soggiogati da false tendenze, dall’apparire, dal denaro, se tornassimo tutti a bagnarci con quelle acque sacre, se in noi sentissimo ancora il bisogno di uguaglianza, e di fratellanza, forse ci parrebbero meno ardue le montagne che ognuno di noi deve scalare nella vita di tutti i giorni.
A volte vorrei avere la saggezza di mia nonna, l’esperienza di mia mamma e la spensieratezza di una bambina.
Testibus, non testimoniis creditur.Si crede ai testimoni, non alla testimonianza.