Anonimo – Palindromi
Era donna d’annodare!
Era donna d’annodare!
Se sono solo con me stesso sono comunque in ottima compagnia.
Vivere è stata la medicina del primo periodo, anche se era ovvio che non sarebbe bastata; ma all’inizio avere i miei tempi, passeggiare senza fretta, ascoltando il mio passo, mi ha aiutato ad eliminare i piccoli tormenti. Diventavano effimeri. Affrontavo ogni cosa in maniera differente. Ero più attanto. Trovavo la felicità nel concedermi del tempo per pensare, per ascoltarmi e per ascoltare. Prima facevo continuamente cose per distrarmi da me e dalla mia vita, invece ora facevo il contrario. Appena potevo scappavo subito da me, e godevo della mia compagnia, dei miei pensieri e delle mie domande. Mi sentivo come se mi fossi fidanzato.
Io, te, due cuori, un solo amore e una promessa… amarci per tutta la vita.
Ti avevo lasciato dormire avvolto ancora da quel lenzuolo bianco che profumava di noi. Dico noi perché dentro quel letto, dentro quelle nostre braccia calde che si sfioravano e dentro quei momenti che nessuno sa, ci lasciavamo travolgere dalla sincerità. Eravamo liberi noi due, solo noi, solo in quel attimo, solo in quel momento.
L’uomo non può opporsi al destino, può essere, però dominatore del destino stesso, ed addolcirlo.
Se non è zuppa, è pan bagnato.