Anonimo – Paradiso & Inferno
Nulla è più lacerante e infinitamente doloroso che risvegliarsi ingiustamente all’inferno dopo essere stati traditi in Paradiso.
Nulla è più lacerante e infinitamente doloroso che risvegliarsi ingiustamente all’inferno dopo essere stati traditi in Paradiso.
Ci sono persone che si credono speciali, ed altre che silenziosamente lo sono.
Non c’è solitudine più grande di quando tu mi sei accanto così lontano, ed io precipito, solo, dentro voragini d’incertezza.
Qui vole un oeuf vole un boeuf.Chi ruba un uovo ruba un bue.
A volte c’è bisogno di un amico che ti canti la canzone del tuo cuore quando tu ne hai scordato le parole.
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?
La vita è come una rosa, se la sai cogliere la puoi cogliere e sentirne tutto il suo profumo. Altrimenti, se non la sai prendere, ti fai male e sanguini.