Anonimo – Religione
La morte di Dio segna inesorabilmente la morte dell’uomo.
La morte di Dio segna inesorabilmente la morte dell’uomo.
Il mondo materiale non l’ha creato Dio, ma il demonio, conosciuto dagli gnostici come “il Demiurgo”; il piano di Dio era una realtà perfetta in cui esisteva solo la vita spirituale e non c’erano né limiti ne sofferenza, ma poi il Demiurgo (probabilmente nel momento in cui è avvenuto il Big Bang) ha imprigionato le anime in queste gabbie che noi chiamiamo “corpi” e le ha condannate a vivere lontano da Dio, in un mondo creato da lui dove non c’è giustizia assoluta e dove siamo limitati dalle leggi della fisica.Quindi la morte non è una fine o una condanna, è una liberazione, perché la vita materiale è l’inferno, anche quando il mondo ci appare come bellissimo non è altro che un subdolo inganno per farci preservare un po’ di attaccamento nei confronti della nostra prigione.
Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Non vivere nel riflesso degli altri, ma brilla della tua luce… sempre.
Ci saranno sempre tutti i tuoi amici ad appoggiarti… ma ad ogni scelta, ad ogni male sarai sempre solo con te stesso…
Ed intanto la pioggia scende ed il vento soffia sugli alberiCome per tè il tuo respiro ondeggerà tra i miei capelli…
Ci sono uomini che vogliono convivere con te e poi passano tutta la giornata a casa di mamma o con gli amici. Io la chiamerei più che convivenza sconvenienza.