Anonimo – Stati d’Animo
Sto correndo il rischio più grave che si possa correre: quello di non rischiare; vivo aggrappata a poche insignificanti certezze, protetta da un guscio che in realtà mi consuma e mi inaridisce all’interno.
Sto correndo il rischio più grave che si possa correre: quello di non rischiare; vivo aggrappata a poche insignificanti certezze, protetta da un guscio che in realtà mi consuma e mi inaridisce all’interno.
L’amore è come una sigaretta accesa, guai a prenderlo dalla parte sbagliata.
A volte irruento, umile, debole, forte, deciso e fragile, ecco forse questo sono io.
Alora, passaparola!
Tutto ciò che è incomprensibile, noi lo definiamo mostruoso.
I rapporti personali sono come la fiamma di un camino. Per renderla calda a sufficienza va accesa con calma e pazienza, alimentata, e quando avrà preso la giusta forza potrà proseguire da se, riscaldando l’ambiente circostante. Ma, non bisogna mai dimenticare di ravvivare questa fiamma, altrimenti diverrà solo cenere e smetterà di splendere.
Fatta di fiori e rami, ché la carne mi cade per strada a brandelli sotto i colpi della vita. Sono la mia natura selvaggia, la mia soglia matrigna, l’indisponente, l’odiato, lo scherno, l’invidia per braccia e gambe che gesticolano e camminano normalmente. Ho le stampelle attaccate agli occhi per non cadere difronte alle immagini mentali che proiettano ricordi e li introiettano ancor più, relegandoli su un letto antidecubito, ché troppe volte mi hanno lacerato, aprendo le piaghe nella membrana sottilissima di emozioni e memoria. Profumo d’essenza di fiori di loto e ninfee sul pelo d’acqua di stagno che genera muschio sulle pareti umide di archetipi immaginifici, astratti, confusi.