Anonimo – Stati d’Animo
E all’improvviso realizzi che tutti i tuoi viaggi mentali non sono serviti a nulla.
E all’improvviso realizzi che tutti i tuoi viaggi mentali non sono serviti a nulla.
Cercavo una piccola cosa in un mondo infinito e invece ho trovato te, una cosa infinita in un piccolo mondo.
Tu sei una di quelle persone che da sole non sanno stare, non importa chi abbiano accanto, basta che ci sia qualcuno.
Ho curvato ogni mia parte, intenzione, sogno perché aderissero ai tuoi palmi. Ho misurato le parallele di strade tutte uguali e contato i passi nei vicoli, ho girato gli angoli e tracciato le perpendicolari. Non ho avuto soluzioni, ma ho fatto scorta di alternative, ho creduto nel caotico caso e nell’anima a soqquadro. Ho ascoltato le parole che non mi hai detto e le tue lacrime di certi umori storti. Un’esitazione o due. Tre parole o quattro. Sono rimasta clandestina e sequestrata. Incespico ancora tra le cose guaste e poche, tra le mezze allusioni che sono valse più dei discorsi interi. Nell’incertezza tra scomparire e rimanere, ho tolto luci e definizioni, lasciando i calchi alla penombra in uno spiraglio frastagliato di impressioni accennate. Rifletto le mani sulle pareti, gioco con le forme, racchiudendo nuvole nella stanza vuota. Un cielo col tetto a volta e l’aria che sa d’intonaco non più fresco. Anche l’attesa ha avuto un contrattempo. Ho scritto molto sui fogli raccattati da chi li accartocciava per distruggerti e ho ripreso tutte le tue parole per farle mie, scrivendo un rigo sopra e aggiungendo dell’altro spazio bianco perché tu continuassi con l’inchiostro e il tempo nuovo. Ho dimenticato do mettere a posto i fogli. E le finestre si aprono sempre all’improvviso. Ora lo so.
È la testa che dice, devia, passa, ripassa, pensa. Al cuore basta la mancanza. E basta.
In questa società purtroppo conta più il fisico che la fisica!
Non odiare, che ti fa male il cuore. Impara ad amare, ciò ti renderà felice.