Anonimo – Tristezza
Una volta toccato il fondo non si può far altro che risalire… ma io prendo la pala e comincio a scavare.
Una volta toccato il fondo non si può far altro che risalire… ma io prendo la pala e comincio a scavare.
Avere più niente da dire né da dare a sé stessi né agli altri. Abbandonare il proprio corpo, anestetizzato dal dolce veleno della speranza, tra le braccia dell’imbrigliata ragnatela della vita. Aspettare un sussurro del vento che guidi la nostra anima alla ricerca di dimensioni parallele.
La vita non si basa su una quantità di respiri, ma su momenti che accendono i respiri.
“Sang ‘e marcepisato si è cristiano; si è animal ass ‘o pasc”Ogni tipo di attenzione se è una persona; se è un animale lascialo pascolare.
La tristezza non è reale, è il riflesso del nostro istinto, quello umano che ci è costretto, quello che ci porta sotto.Noi che tendiamo al lieto fine, veniamo maledetti nel viaggio, capitani di vascelli che affonderanno d’orgoglioci svegliamo più vecchi, e non più saggi. Mai più saggi. Ed è tutto buono e giusto, perché c’è un purgatorio che ci aspetta, e a noi basta, e la morte ci hanno addestrato a festeggiarla, per scongiurarla, per ignorarla.
Se bisogna combattere per la pace, allora preferisco fare la pace per la guerra.
Troppo semplice non essere se stessi per piacere agli altri.