Anonimo – Tristezza
A volte mi stupisco di quanto sono brava a fingere che vada tutto bene.
A volte mi stupisco di quanto sono brava a fingere che vada tutto bene.
Conosciti per scegliere. Scegli per conoscerti.
E se ti prude “un sogno”, grattalo con la fantasia, fino a scorticarlo. Socchiudi gli occhi e fai andare le unghie dell’immaginazione fino a vedere il sangue della soddisfazione.
Credi che i mari sono formati dalle lacrime di tutta la gente che nei secoli ha pianto? Allora c’è tanta gente triste. E quando piange è il cielo che è triste? “No. Sono le nuvole. Immagazzinano la tristezza di tutto il mondo, e quando non ne possono davvero più, piangono.”
Nè nel sonno più profondo, nè nel delirio, nè nello svenimento, nè nella morte, nè persino nella tomba tutto non è perduto…
C’è in giro una voce che dice che gli uomini sono più forti delle donne… Oh, per favore! Può l’uomo portare un bambino di 3Kg nella pancia per 9 mesi e sopravvivere a ore di travaglio? Può cucinare, pulire e parlare al telefono nello stesso momento? Può sanguinare per una settimana e non morire? Può camminare con tacchi di 10 cm? Riesce a piangere tutta la notte e svegliarsi il giorno dopo come se fosse tutto ok? Ricordate uomini, le donne sono impotenti solo finché lo smalto sulle unghie non si e’seccato…
Per la filosofia, contaminazione è l’invasione di un organismo biologico o culturale da parte di agenti estranei. Di fronte al pericolo che rappresenta, molti suggeriscono la tattica dell’isolamento, del recidere ogni legame che possa favorire il contatto con l’esterno. Ma la salute non si ottiene chiudendosi alla diversità, meglio gestirla con efficacia e, quindi, affrontandola. Chi sceglie l’isolamento sta solo evitando il problema e si troverà impreparato quando sarà costretto ad affrontarlo comunque. In realtà, accettare il contagio, a tutti i livelli, è più che un’efficace tattica difensiva. Incorporare l’altro, convivere con il suo diverso patrimonio genetico e culturale ci rafforza perchè il nostro essere è diversità. Sciogliendo il relativo conflitto in un dialogo, questo essere fiorirà in un potenziale più ricco, come un’occasione di crescita, quanto più cercherà se stesso in un diverso da sè. È per questo che mi piace affrontare il nuovo e lo sconosciuto con partecipazione e passione.