Anonimo – Vita
Quelli che ti criticano, sono quelli che ti voglio diverso, perché vedono in te, quello che loro non saranno mai.
Quelli che ti criticano, sono quelli che ti voglio diverso, perché vedono in te, quello che loro non saranno mai.
A volte il punto “debole” di una persona è il suo cuore, soprattutto quando è onesto e sincero.
Nulla è piccolo di ciò che è fatto per amore.
L’ira e un’erbaccia, l’odio è l’albero.
“Sai, non sono così sicura che esista davvero una realtà”.Lui la guardò con aria interrogativa.”In fondo, le nostre vite non sono tutta un’illusione?”Continuò lei.”In che senso?””Bè, il nostro passato è solo memoria, giusto?””Verissimo”.”E il futuro è immaginazione. Entrambe le cose sono illusioni… i ricordi sono inaffidabili e quanto al futuro possiamo solo fare speculazioni. L’unica cosa veramente reale è il momento presente, che cambia continuamente trasformandosi da immaginazione a ricordo. Quindi, vedi? Gran parte della nostra vita è solo un’illusione.”Rhyme emise una bassa risata. Come scienziato e amante della logica, gli sarebbe piaciuto trovare una falla teorica nella teoria di Kara. Ma non ce n’erano. La ragazza aveva ragione, concluse.
L’immagine di cavalieri rinnovati nello spirito divino che inneggiano verso l’alto, melodie di arpe, laddove…
A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.