Anonimo – Vita
Solo chi possiede il baricentro in sé stesso può appoggiarsi agli altri senza vacillare.
Solo chi possiede il baricentro in sé stesso può appoggiarsi agli altri senza vacillare.
Te tua delectant, me mea.Le tue cose dilettano te, le mie me.
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?
Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere.
Cos’è la vita se non l’eterna ricerca dell’amore, elemento indispensabile all’esistenza umana? E cosa possiamo noi, se non seguire questo stupendo bisogno, impegnandoci con tutto se stessi?
Non essere sempre pronto per ogni eventualità. A volte è bello che la vita ti sorprenda.
Quando gli altri non ti capiscono o non ti amano abbastanza… quando ti chiedono di cambiare e non ti sanno apprezzare. Ricorda: io no.