Anonimo – Vita
L’anno più brutto della mia vita è sempre quello che deve ancora venire.
L’anno più brutto della mia vita è sempre quello che deve ancora venire.
Chi nel mondo lotta da solo, non è un eroe, ma un ingenuo.
Le persone cambiano, ma quando il cambiamento è in positivo per se stessi e per gli altri è meglio dire che le persone divengono ciò che già sono, intendendo con ciò quello che è insito nel loro potenziale umano. Noi conosciamo noi stessi tramite le esperienze esterne e le sensazioni interne che queste ci producono. Una sorta di scambio tra la coscienza che prende atto di quello che sta accadendo e regola l’atteggiamento in base a quanto abbiamo imparato in precedenza, ai desideri e alle credenze, è l’inconscio che possiede una sorta di mappa interiore della propria “morale d’azione interiore”, vale a dire come lei agirebbe a prescindere dalla presa d’atto di coscienza. È questa a provocare le emozioni positive o negative, premendo sulla “membrana” che la separa dalla coscienza affinché si adegui alla morale interiore.Così quando la coscienza ci porta ad agire secondo la morale d’azione inconscia, ci sentiamo bene, appagati, felici, propositivi e in grado di proseguire verso la direzione del nostro vero essere, del divenire. In caso contrario diventiamo frustrati e ansiosi, incapaci e anzi indifferenti alla necessità di comprendere gli altri. L’ego prende il sopravvento, la parte desiderativa devasta i sogni dell’intuito, così ci allontaniamo dal nostro essere, invece di sfociare al mare della conoscenza interiore, risaliamo la corrente fino a perdere le forze e la volontà d’affrontare le occasioni della vita. L’equilibrio è questo, non è non compiere errori, non è l’essere perfetti, ma la presa di coscienza che le nostre emozioni non sono solo il riflesso di quanto accade all’esterno, ma la necessità del nostro intuito ad agire per il meglio secondo la propria morale.
Nel mio cammino ho dovuto scegliere tra due sentieri, il sentiero dell’amore e il sentiero dell’amicizia. Infine ho capito che nella mia vita ero arrivata ad una decisione importante… non potevo privarmi né del mio amore né del mio amico, perché con il mio lui avrei condiviso gioie e paure… ma col mio amico avrei sempre potuto contare in un abbraccio.
Dicono che la morte non perdoni, ma non lo fa neanche la vita stessa. Non dobbiamo incolpare la vita, visto che ci ha donato essa stessa.
“Chi ha tempo non aspetti tempo”. Da un vecchio proverbio nasce questa riflessione. Molto spesso siamo carnefici del nostro stesso tempo. Quando non ce lo cerchiamo assiduamente, lo rincorriamo freneticamente, dandoci l’impressione che ci sfugge. Un gioco perverso del rincorrersi a vicenda. Quando lo abbiamo, non facciamo altro che rimandarlo, con la classica frase “tanto c’è tempo” e cosi perdiamo gli attimi dei quali potremmo arricchirci e goderne. Per poi rimpiangere il tempo perduto e non goduto. Non dimentichiamoci che il tempo perduto oggi non torna più e non potrà mai essere recuperato, quello di domani sarà un’altro tempo, ma non certo quello perduto.
Voglio far onore al rivoluzionario che eri: tu che mi hai vista per l’ultima volta, con occhi offuscati dal morbo e dalla vecchiaia, ancora bambina.