Antoine Houdar de la Motte – Abitudine
La noia nacque un giorno dall’uniformità.
La noia nacque un giorno dall’uniformità.
Come fai ad avere una, due, tre facce e a riconoscerti allo specchio in una che non vedi quasi mai, che non parla alla gente, che si desta quando il mondo dorme, che incravatti in ogni dove?
M’abituerò. M’abituerò ad appoggiare la mia mano al muro, certo, la tua spalla era più morbida, ma devo abituarmi all’idea che non è più qui per sorreggermi. M’abituerò a star zitta, ormai nella stanza accanto non c’è più nessuno che mi ascolti. M’abituerò a fare a meno delle tue scuse inutili, dei tuoi ti amo fasulli, dei tuoi “non posso fare a meno di te”. M’abituerò anche a non amarti più, ma non adesso, col tempo forse. M’abituerò a tutto, ma una cosa è certa, non riuscirò mai ad abituarmi all’idea che mi ci devo abituare.
Diventa importante soltanto perché qualcuno lo ha reso tale.
Si può, soffrendo, convivere con la malattia ma non col dolore; esso toglie la voglia di vivere.
Non sopporto la gente che sputa nel piatto dove ha mangiato quando prima ci faceva pure la scarpetta.
Viaggio molto per vincere la mia tentazione alle abitudini. Le abitudini accorciano il tempo, i…