Antoine Louis Léon de Richebourg de Saint-Just – Società
Le lunghe leggi sono calamità pubbliche.
Le lunghe leggi sono calamità pubbliche.
L’unica libertà concessa all’uomo è quella di sentirsi schiavo.
La società civile non è quella che entra in politica ma quella che da questa politica ha perso.
Al congresso del partitoil presidente ha utilizzato il suo immenso potereper fermare il vento.L’opposizione non potrà più commentareche “dice parole al vento”.
Quando parlo del non capire. Il non capire non è una prerogativa degli scemi, non è il privilegio degli idioti il non capire.È l’abbandono. Essere nell’abbandono non significa essere deficienti, significa non essere, smarrire. Non essere più in casa.Maledette le case, le famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo stato, l’anima, Tutto quanto. Vogliamo farla finita con questa fine!?Facciamola finita con questa fine, perché la fine e il principio son la medesima cosa. Siamo sempre nell’origine, siamo sempre nel senso di colpa… siamo sempre nella parola, non ne usciremmo mai più. Questa non è prosa,non è nemmeno grazie a Dio quella merda detta poesia. Bisogna fare di se dei capolavori. Io ho trovato da molti anni da molti millenni dentro di me il deserto.E quindi sono in un deserto che parla a un altro deserto e non più, al deserto dell’altro.
Il malessere provocato dall’insoddisfazione, accorcia le vite.
La scuola ha tre peculiarità su tre differenti caste di persone: solleva gli stupidi, aiuta i medi, ma nuoce ai sagaci.