Antonella Coletta – Abitudine
Ho un brutto vizio. Terribile. Di fidarmi ancora delle persone.
Ho un brutto vizio. Terribile. Di fidarmi ancora delle persone.
Non è l’abitudine in sé a essere letale, è l’abitudine che non si vive, quella che ti fa rifugiare nel passato.
A volte mi piace estraniarmi, stare lì zitto ad osservare gli altri. Non sono di poche parole, e avrei molte cose da dire, ma così, osservando gli altri, riesco a capire tanto dei limiti del cervello umano…
Si può desiderare così tanto uno sguardo, una carezza, un abbraccio, da sentir male alla pancia?. Da sentire una forte nostalgia?. Una mancanza così forte che tutto ciò che è intorno ti lascia indifferente. Perché solo quella dolcezza dà colore al resto.
Chi è schiavo dell’abitudine,la libertà lo spaventaper paura di perdersi nell’immenso.
La mente indisciplinata, alle volte fà troppo rumore,pensando pensieri troppo brutti…bisogna farla tacere, e scegliere…
La gente rovina tutto sempre. Prova piacere forse, non so. Ne trae gusto, soddisfazione mentre ti prende a calci sul cuore. La gente insinua ed io non lo tollero. Amo le cose dette in faccia anche se potrebbero ferire… trovo sia da falsi e conigli trattenere le parole e poi schiaffettarle per “sentito dire” o tramite altri mezzi. Non ho più stima di dette persone. Sono in chiusura totale con esse. Ho deciso, da oggi, di non perdonare. L’amore e l’amicizia non sono in saldo. Soprattutto a casa mia.