Antonella Coletta – Società
La gente si fa film mentali, intere sceneggiature. E ti pone come protagonista. Pagassero anche i diritti d’immagine sarei sistemata a vita.
La gente si fa film mentali, intere sceneggiature. E ti pone come protagonista. Pagassero anche i diritti d’immagine sarei sistemata a vita.
Il sapere evita lo scontro tra poveri, per questo motivo, difendere la cultura diventa un atto rivoluzionario.
Si scrive: che Dio vi perdoni per ciò che fate. Si legge: che Dio non vi perdoni per ciò che fate: si spera che senta e provveda.
Siamo passati dall’ascoltare al sentire, dall’applaudire al fischiare, in comune fra ieri ed oggi resta soltanto il non capire.
La peggior epoca storica è quella in cui l’amore può essere acquistato, la passione ipotecata e la felicità un abbaglio sbiadito. L’epoca storica peggiore è quella in cui diventano artisti i mistificatori e i figli benedetti, i brutti divenire belli e gli svenduti parlare alla folla. L’epoca storica peggiore è quella in cui il potere passa agli aguzzini e il popolo non considera la propria schiavitù.
Con la società che ci ritroviamo spesso facciamo determinate cose per dovere, mai per piacere, ed è la forma più ipocrita che possa esserci.
Che delusione! Dare troppo. Il dare troppo. Il troppo amore a chi te ne toglie in abbondanza. Il troppo bene e rispetto ad un amico che non merita la dignità di tale nome. Il troppo cuore che ci mettiamo in ogni cosa. Le troppe parole che arrivano violente come proiettili. Quel troppo che alla fine stomaca, che torna indietro come un boomerang con avvolta la delusione. Perché quando ci metti tanto di te, di ciò che hai dentro, fà che arrivi nelle mani giuste. Altrimenti impara la lezione, una volta per tutte.
Il sapere evita lo scontro tra poveri, per questo motivo, difendere la cultura diventa un atto rivoluzionario.
Si scrive: che Dio vi perdoni per ciò che fate. Si legge: che Dio non vi perdoni per ciò che fate: si spera che senta e provveda.
Siamo passati dall’ascoltare al sentire, dall’applaudire al fischiare, in comune fra ieri ed oggi resta soltanto il non capire.
La peggior epoca storica è quella in cui l’amore può essere acquistato, la passione ipotecata e la felicità un abbaglio sbiadito. L’epoca storica peggiore è quella in cui diventano artisti i mistificatori e i figli benedetti, i brutti divenire belli e gli svenduti parlare alla folla. L’epoca storica peggiore è quella in cui il potere passa agli aguzzini e il popolo non considera la propria schiavitù.
Con la società che ci ritroviamo spesso facciamo determinate cose per dovere, mai per piacere, ed è la forma più ipocrita che possa esserci.
Che delusione! Dare troppo. Il dare troppo. Il troppo amore a chi te ne toglie in abbondanza. Il troppo bene e rispetto ad un amico che non merita la dignità di tale nome. Il troppo cuore che ci mettiamo in ogni cosa. Le troppe parole che arrivano violente come proiettili. Quel troppo che alla fine stomaca, che torna indietro come un boomerang con avvolta la delusione. Perché quando ci metti tanto di te, di ciò che hai dentro, fà che arrivi nelle mani giuste. Altrimenti impara la lezione, una volta per tutte.
Il sapere evita lo scontro tra poveri, per questo motivo, difendere la cultura diventa un atto rivoluzionario.
Si scrive: che Dio vi perdoni per ciò che fate. Si legge: che Dio non vi perdoni per ciò che fate: si spera che senta e provveda.
Siamo passati dall’ascoltare al sentire, dall’applaudire al fischiare, in comune fra ieri ed oggi resta soltanto il non capire.
La peggior epoca storica è quella in cui l’amore può essere acquistato, la passione ipotecata e la felicità un abbaglio sbiadito. L’epoca storica peggiore è quella in cui diventano artisti i mistificatori e i figli benedetti, i brutti divenire belli e gli svenduti parlare alla folla. L’epoca storica peggiore è quella in cui il potere passa agli aguzzini e il popolo non considera la propria schiavitù.
Con la società che ci ritroviamo spesso facciamo determinate cose per dovere, mai per piacere, ed è la forma più ipocrita che possa esserci.
Che delusione! Dare troppo. Il dare troppo. Il troppo amore a chi te ne toglie in abbondanza. Il troppo bene e rispetto ad un amico che non merita la dignità di tale nome. Il troppo cuore che ci mettiamo in ogni cosa. Le troppe parole che arrivano violente come proiettili. Quel troppo che alla fine stomaca, che torna indietro come un boomerang con avvolta la delusione. Perché quando ci metti tanto di te, di ciò che hai dentro, fà che arrivi nelle mani giuste. Altrimenti impara la lezione, una volta per tutte.