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Antonino Gatto – Angelo

Ho vissuto una vita intera toccando con i piedi la terra, e fantasticando con la testa fra le nuvole.Ho sognato mille notti di spiccare il volo, ma al mio risveglio, la gravità!Oggi vivo volando, con i piedi ad un metro dal suolo, e ti rigrazio per le ali che mi hai donato…

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    Se mi sognerai cadrò dal cielo, ti cullerò tutta la notte, ascolterò il tuo respiro, bacerò i tuoi capelli, mi farò piccola e leggera in modo da appoggiarmi sul tuo petto e ascoltando il battito del tuo cuore sognerò con te la nostra storia.Ma la tuo risveglio non ci sarò, mi avrai solo la notte, perché ho paura dell’amore…Possiamo diventare una xsona sola tutte le sere, ma non chiedermi di più per favore, posso solo darti questo, un concentrato d’amore infinito di 8 ore.Ma la mattina lasciami volare libera, lasciami viaggiare nella mia spensieratezza, sognando l’attensa di un’altra notte con te.Noi che non saremo mai noi, che non avremo mai un futuro, ne un presente, ne un giorno, ne un’ora in più, solamente una notte… ma tutte le notte della mia esistenza saranno tue.

  • Gianluca Aloisi – Angelo

    Mi sorvegli su dal cielo come un angelo custode, sei scomparsa dalla terra come un soffio di vento d’estate è passato poco tempo ed io già mi sento perso.Il tuo volto illuminato da una luce magica, che mi faceva stare bene, non la vedo più.Adesso cosa faccio?Ho la mente sommersa da ricordiHo il cuore che si stringe di piantiHo l’anima che cade in frammenti.

  • J.R.R. Tolkien (John Ronald Reuel Tolkien) – Angelo

    Grande è la potenza che gli fu conferita da Ilùvatar, ed egli era coevo di Manwë. Era dotato dei poteri e della conoscenza di tutti gli altri Valar, ma li volgeva a perfidi scopi, e sperperava la propria forza in atti di violenza e tirannide. Chè bramava Arda e tutto quanto vi si trovava, agognando al trono di Manwë e al dominio sui reami dei suoi pari. Dallo splendore decadde, a causa dell’arroganza, al disprezzo per tutte le cose, salvo se stesso, spirito funesto e impietoso. La comprensione egli la trasformava in sottigliezza, onde pervenire e sottomettere alla propria volontà quanto gli servisse, fino a diventare mentitore svergognato. […]Ma non era solo. Molti dei Maiar, infatti, vennero attratti dal suo splendore nei giorni della sua grandezza, e gli rimasero fedeli anche nella sua tenebra; e gli altri li corruppe in seguito, asservendoseli con menzogne e perfidi doni.