Antonio Albanese – Medicina e salute
Cenni di pronto soccorso pratico: cosa faresti se ti trovassi di fronte a una persona riversa a terra mentre rantola in preda a una grave forma di sinestesia?
Cenni di pronto soccorso pratico: cosa faresti se ti trovassi di fronte a una persona riversa a terra mentre rantola in preda a una grave forma di sinestesia?
I medici sono fortunati: i loro successi brillano al sole e… la terra copre gli errori.
L’assistenza è un’arte; e se deve essere realizzata come un’arte, richiede una devozione totale ed una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle Arti. Anzi, la più bella delle Arti Belle.
Non c’è miglior medicina del star bene con se stessi. Peccato che non si trovi in farmacia!
Una parola di consolazione è medicina per gli afflitti.
Morte non è quando il nostro cuore smette di battere, ma quando la nostra anima cessa di lottare.
Il tempo serve per capire, ma è fatto in modo che sia sempre troppo tardi, a meno che l’ignoranza non sia parte integrante di chi agisce. Mettiamo caso che poco prima del disastroso crollo, un servo di Dio, e quindi Dio in persona ( “non si muove foglia che Dio non voglia” ), abbia trasferito con il solito congegno la merda degli angeli in un corpo che l’oscenità dell’Onnipotente non doveva neanche sognarsi di poter avere. Lo spirito così estirpato ha sovraccaricato di nuovo l’energia universale, e quindi la saldezza della materia e degli atomi. La prima azione sarebbe messa in atto dalla volontà, dall’astinenza e dalle pulsioni, dalla libido di penetrazione, la seconda da una dura e inoppugnabile legge matematica e fisica. Solo chi ha innescato prima con la volontà le conseguenze, che sono prive della volontà di fare del male, è realmente responsabile dei morti che ha provocato.