Antonio Cuomo – Abitudine
Abitudine non lo può essere… l’infinito immenso creato dal noi.
Abitudine non lo può essere… l’infinito immenso creato dal noi.
La gente non cambia mai. Nemmeno l’oscurità cambia mai. Però esiste la luce.
L’uomo schiavo dalle proprie abitudini è signore di nulla.
Và dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio.
L’abitudine è quella che rende le nostre prove più forti e più credute: essa piega l’automatismo e questo trascina l’intelletto senza che esso se ne accorga. Bisogna acquistare una credenza più facile, che è quella dell’abitudine la quale, senza violenza, senz’arte, senza prova, ci fa credere le cose e inclina tutte le nostre potenze a questa credenza, sì che la nostra anima cade in essa naturalmente.
Scrivo la mia vita per ridere di me e ci riesco. Scrivo tredici ore al giorno, e mi passano come tredici minuti. Qual piacere ricordare i piaceri! Ma qual pena richiamarli a mente. Mi diverto perché non invento nulla. Ciò che affligge è l’obbligo che ho, a questo punto, di mascherare i nomi, dal momento che non posso divulgare gli affari degli altri.
L’abitudine è in qualche modo simile alla natura, giacché “spesso” e “sempre” sono vicini; la natura è di ciò che è sempre, l’abitudine di ciò che è spesso.