Antonio Cuomo – Morte
Siamo attimi di un tempo che giunge a un traguardo certo: la fine!
Siamo attimi di un tempo che giunge a un traguardo certo: la fine!
L’uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto.
É il destino dell’uomo, quello di morire una sola volta.
L’inferno, è avere perso ogni speranza. (Les Clés du Royaume)
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Se devo morire, andrò incontro alla morte come ad una sposa e la stringerò fra le mie braccia.
Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.