Antonio Cuomo – Stati d’Animo
Due mani, sul mio cuore, un abbandonato respiro. Un isolato istante che trema colorandosi di magiche emozioni.
Due mani, sul mio cuore, un abbandonato respiro. Un isolato istante che trema colorandosi di magiche emozioni.
Vaffanculo a tutti quei momenti no, vaffanculo a tutte quelle cose che non vanno mai come vorresti. Vaffanculo a chi come me ci crede per poi star male. Vaffanculo a chi come me crede sempre che le cose possono cambiare prima o poi. Vaffanculo a questa vita che troppe volte ti mette in ginocchio e poche volte ti lascia camminare su strade serene.
Le labbra sussurrano, l’orecchio ascolta, ma sono gli occhi che dicono tutto.
Sono solito tradurre in parole scritte tutto ciò che penso, sento o provo e non quello che fa (o farebbe) comodo a tutti quelli che mi leggono. E non è mica colpa mia se ogni tanto riesco ad accontentare allo stesso tempo Tizio, Caio e Sempronio.
Quando si è Giovani, chiedere di essere amati per lo più si è castigati, chiedere di essere compresi per lo più si è incompresi, chiedere di essere perdonati per lo più si è allontanati, allora non chiedere, ama, comprendi, perdona come un uomo che con semplicità si attinge a bere in una sorgente di montagna dove vi fuoriesce dell’acqua Pura, Limpida, Fresca come è la tua vita.
Le emozioni sono fragili come le stelle, puoi sentire la loro presenza ma non azzardarti a toccarle, si disintegrerebbero. Le emozioni sono una danza; la danza del amore.
Ci sono sguardi che fanno fermare il cuore, durano attimi, ma sembra che durino all’infinito, sguardi che ti avvolgono, iniettati d’amore, che ti accarezzano leggeri, ti parlano senza che la bocca pronunci alcuna parola, sguardi che fanno rumore, ti frugano dentro. E ti rubano l’anima, l’abbracciano, la graffiano. Sguardi che ti fanno male e ti restituiscono il respiro da quanto sono belli lasciandoti dentro un’impronta incancellabile e indimenticabile.