Antonio De Santis – Stati d’Animo
Davanti la morte velata di tristezza Invano ci chiediamo i Perché? Ma il suo destino doveva essere lassù volando insieme agli altri angeli.
Davanti la morte velata di tristezza Invano ci chiediamo i Perché? Ma il suo destino doveva essere lassù volando insieme agli altri angeli.
Riordino i pensieri, e osservo un po’ la mia vita. Sono molto intimo con me stesso nelle ore del mattino. Molto più che la sera. Mi capita spesso, quando vado a letto, di pensare alle mie cose, ma negli anni ho scoperto che al mattino sono più buono con me stesso. Più tranquillo.
Questa è la mia croce, per fortuna anch’io ho una croce da portare, perché senza croce, non c’è risurrezione.
Si nascondono agli occhi aperti della gente, che non sa e si ferma alle apparenze.Ci sono occhi chiusi che vedono, le loro ombre e paure, i loro tremori e timori.Certi occhi scrutano il lontano e il nascosto, sono occhi misteriosi che non hanno colore,”sentono” dall’interno, percepiscono i colori e i suoni dell’anima, come vedere di là dellenuvole, le stelle.Intuiscono anche la paura di chi trama i fili del tradimento con la coscienza annullatapersa nell’oblio dei propri sensi.Loro non sanno che c’è un tempo per tutto, il dolore inflitto sempre ritorna, e non ci saranno sconti.
I miei ricordi sono di un’intelligenza straordinaria. Cerco di abbandonarli tutte le notti a chilometri di distanza dal presente, ma trovano costantemente la via del ritorno. Non so come facciano, ti fissano con quello sguardo… Sembra davvero che manchi loro solo la parola.
Odio la gente che ti fa soffrire coscientemente.
Sono stanco di essere stanco.