Antonio Di Pietro – Politica
Affidare a Berlusconi la riforma della giustizia è come chiedere a un cappone di festeggiare il Natale.
Affidare a Berlusconi la riforma della giustizia è come chiedere a un cappone di festeggiare il Natale.
Ulula il vento ed infuria la tempesta. In questa situazione, nel recente passato, chi era al timone della malconcia navicella Italia, per salvare il salvabile, ha adottato delle misure cautelative alquanto opinabili. Piccole imprese, artigiani, ceto medio e la larga base dei lavoratori sono stati colpiti pesantemente dalla mannaia salva Italia. I grandi patrimoni sono stati “sapientemente” risparmiati e protetti. Le banche sono state “generosamente” aiutate. Questa strategia, darsi la zappa sui piedi, ha ovviamente prodotto i suoi frutti avvelenati e funesti. Adesso, che siamo chiamati ad esprimere il nostro voto alle urne, il responso dovrebbe essere univoco. Un passo falso e potremmo trovarci alla mercè della potente nazione tedesca.
Il limite della democrazia: troppi coglioni alle urne.
I politici sono i primi a volere che i giovani capaci se ne vadano all’estero. Temono che se restassero qui prima o poi riuscirebbero a strapparli di mano quel giocattolo che si chiama Italia.
L’italia è quel paese dove i politici fanno lo sciopero della fame per i detenuti, che si lamentano dello spazio, dimenticando la gente onesta che non ha più possibilità di pagarsi quello spazio chiamata casa!
Bersani e Berlusconi scendono in piazza, contro chi? Contro se stessi? Comunque il problema più grande è che dopo essere scesi in piazza risalgono, escono, tornano a rompere le palle.
Benedetto Croce non capisce, ma non capisce con molta autorità e competenza.