Antonio Giovannangelo – Stati d’Animo
La mia felicità era legata alla sua. Ogni volta che lei sorrideva, sorridevo anche io.
La mia felicità era legata alla sua. Ogni volta che lei sorrideva, sorridevo anche io.
Ho sempre avuto una sorta di religioso rispetto per l’insonnia, credo che chi voglia razionare il sonno, abbia un profondo rispetto per la vita, e avvalori i sensi dell’essere sobrio.
Ci sono giorni in cui avrei voglia di sparire, di abbandonare tutto, fanculo agli ipocriti, ai falsi moralisti, ai perbenisti che di buono non hanno neanche i vestiti che indossano, a coloro che sanno solo criticare l’operato degli altri. Agli invidiosi e ai leccaculo ed infine a quelli che si guardano allo specchio fieri di aver portato alla rovina le poche persone oneste rimaste in questo mondo di merda.
A chi è prigioniero dei propri eroi, ché gli eroi non esistono. Babbo Natale sì, eroi e profeti no. Esistono uomini e donne capaci di fare cose inimmaginabili, eppure umani e fallibili, non per questo meno ammirevoli. Spesso però siamo alla ricerca di oracoli ai quali domandare verità totalizzanti. Non sempre esiste una risposta, e quando la risposta non c’è impara ad accontentarti di un giudizio sospeso e pure appagante. Il dubbio è conquista.
Lasciami solo qui dentro, questa stanza è la mia mente, non voglio nessuno, occuperebbe solo spazio utile al niente che regna.
Quanto bello deve essere il mondo guardato con i tuoi occhi.
L’odore del mio sudore tende a rispecchiare il colore del mio camaleontico umore.