Antonio Papi – Stati d’Animo
Solo la sensibilità può comprendere la sensibilità.
Solo la sensibilità può comprendere la sensibilità.
Ti ho cercato in tutte le parole che mi scrivevi. Ma solo adesso comprendo che sei stato un “vuoto a perdere”.
La differenza tra me e uno zerbino? Beh, gli zerbini non hanno dei sentimenti.
Come vivo la solitudine? A volte con benevola pazienza, a volte con dolore. Passeggio lento, cucino male, scrivo con cura, dormo poco, penso molto.
Ma quando menti a chi giuri amore pensi di essere “forte”? No, sei solo un emerito coglione che prima o poi perde tutto.
A volte le parole non hanno senso in certe circostanze, tutto sembra banale, illogico, superficiale. Potrei trovare lo scritto più bello, la frase più intensa, ma niente sostituisce un vero e unico momento di silenzio, perché in quel momento è il cuore che parla, abbraccia ed è così forte la sua voce che contempli il tuo, il suo, il nostro silenzio.
Il silenzio… rumore di mute parole… pensieri stretti nella mente in un’altalena di sorrisi e malinconia. Il silenzio come onda pacata che attraversa l’anima adagiando il tempo a mutevoli sogni o come impeto devastante di solitudine, marea travolgente che ode solo se stessa.