Antonio Pistarà – Filosofia
La mano dell’omicida non è di colui che commette il crimine ma di colui che lo dimentica.
La mano dell’omicida non è di colui che commette il crimine ma di colui che lo dimentica.
La prima regola è stata di non accettare una cosa per vera finché non la riconoscessi per tale senza neppure un dubbio.
La vita è un cammino infinito: dietro c’è il passato, davanti c’è il futuro… e il presente? Il presente è ciò che si vive solo quando è diventato passato.
Un amico si mette alla prova nella avversità, un subalterno dandogli un incarico superiore alle sue possibilità, un parente nella difficoltà, la moglie nella disgrazia.
Io vorrei, si vorrei…Vorrei poterti guardare con gli occhi di chi non sa capire…Vorrei poterti avere quando tu non ci sei…Vorrei poterti possedere sentendo l’anima agitarsi e devastarsi dentro…Vorrei poter incontrare la tua ragione sentendola alimentarsi dalla mia…Vorrei amarti sentendo il profumo dei nostri corpi fondersi all’unisono…Vorrei fare l’amore con te sentendo il mio corpo morire tra le tue braccia…Vorrei osservarti ore e ore in silenzio, sussurrando alla tua anima il fuoco della mia passione e la dolcezza delle mie intenzioni…Vorrei poter fermare il tempo per sentire l’elettricità scatenata dalla nostra unione…Vorrei provare la sensazione di trovarmi in un deserto e di desiderare ardentemente l’acqua scoprendo che per dissetarmi basterebbe una goccia prodotta dal tuo corpo…Vorrei poter baciare le tue labbra e deliziarmi del loro sapore sino a che il tempo non logori ogni cosa…Vorrei che “la storia” finisse sempre con un lieto fine…Vorrei che tu fossi l’antitesi dei miei sensi, il carbone che brucia il mio corpo, il sole che illumina la luna, le onde che solcano e delineano il paesaggio… si vorrei…Io vorrei tu fossi davvero così…
Da pensatore scrissi delle verità che speravo fossero bugie!
Accoglie un alito di brezza la mia inquietudine, vicino a te, mare… Guizzano i pensieri, mentre antichi e recenti scheletri fluttuando tra le onde vanno e sempre tornano ad infrangersi sugli scogli del mio cuore! La già rara gocciolina di gioia rapidamente evapora, senza lasciar traccia, se non nella ricerca spasmodica e nostalgica di un’altra e un’altra ancora. Il dolore no! Al contrario, resta! Si fissa, si incrosta sulle mie rocce. In attesa di quella gioiosa goccia resta in pena… la mia pena.